The nightmare before christmas(1993)
“Lontano da, quel mondo che ho, c’è un sogno che spiegarmi non so” cit.
Nel mondo di Halloween tutti gli abitanti amano Jack Skeletron non sapendo in realtà che ciò che amano è soltanto un’idea, perché con tutti Jack è costretto a indossare la maschera del “fantasma re”, re delle zucche. Ormai la gente si aspetta grandi cose, ma tolta la corona nessuno lo ama per ciò che è veramente. Forse non sanno che un animo ce l’ha anche lui, che dei sentimenti li può provare anche un re, e che si può sentire solo nel mondo. Tutti conoscono il re, ma nessuno conosce o ama Jack per ciò che è veramente, incompreso da tutti Jack si sente solo in un mondo che non riconosce più come il suo. Una nuova gioia la troverà interpretando il personaggio di Babbo Nachele, ma capirà che la vera felicità non sta nell’essere qualcun altro ma se stessi. In cima a una collina innevata, due anime si guardano negli occhi, due mani si incrociano e quelle due anime che prima erano così sole ora sono unite da un abbraccio, una grande luna illumina il cielo. Tim Burton, regista che vi avevo nominato e parlato nella recensione di “Edward mani di forbice”, è colui che ha dato il via a questa storia. Dovete sapere che Tim, quando era un ragazzo, per guadagnarsi qualche soldo in più era solito decorare con disegni i muri di casa dei vicini, per esempio ad Halloween con zucche, scheletri e fantasmi, invece a Natale con pupazzi di neve e gnomi. Un giorno però mentre stava decorando il muro di casa di una signora che abitava distante qualche isolato da casa sua, disegnò nel muro uno scheletro con in testa un cappello di Natale e una zucca in mano. Deve ritenersi molto fortunata questa signora visto che un po’ di anni dopo (nel 1990) avrebbero fatto un film su quello scheletro. Ma non è tutto, si sa che un giorno, stava tranquillamente passeggiando tra le vie di Burbank, quando a un certo si fermò davanti a una vetrina, vide il negoziante che stava sostituendo le decorazioni di Halloween ormai passato con quelle di Natale! Questa scena lo colpì e lo illuminò talmente tanto che lo ispirò a scrivere una poesia in cui nei versi centrali recitava così “ora tu, se lo vuoi canta la ballata della zucca con noi!”. Pare che dovesse parlare di un certo personaggio che vuole rubare il Natale, ispirandosi fortemente al personaggio del Grinch. Se il merito va a Tim Burton per la creazione dei personaggi e della storia, il merito di aver diretto il film va a Henry Selick (futuro regista di Coraline e la porta magica) che si prese il grande impegno e responsabilità di trasportare l’immaginario di Burton nel film, rendendogli un vero e proprio omaggio al regista visto che Selick è riuscito a creare un’ambientazione tipica dei film di Tim Burton. Burton non fu il regista di “The nightmare before christmas” perché impegnato a dirigere “Batman il ritorno” (uscito in Italia nel 1992) film che richiedeva un costante controllo dall’alto. Le riprese iniziarono nel 1990 per concludersi nel 1993 e per dirigere “The nightmare before christmas” era necessario avere un esperto della stop motion, Henry Selick. La stop motion è una tecnica di animazione di puro artigianato che richiede tempo e molta pazienza, si basa sul movimento degli oggetti o per meglio dire sull’illusione del movimento. Se con il disegno animato otteniamo un movimento tramite tanti disegni che lo compongono qui il movimento lo otteniamo tramite una serie di scatti e l’insieme di scatti formano il movimento del personaggio. La stop motion è nata insieme al cinema, se non prima, con alcune invenzioni che utilizzavano gli illusionisti che poi contribuirono alla nascita del cinema. È una tecnica che non è solo utilizzata nei film d’animazione, ma anche come effetto speciale nei film come il primo king Kong del 1933. Perché ve lo consiglio? Con le musiche di Danny Elfman e doppiato in italiano dal grandissimo Renato Zero, con il suo dolcetto o scherzetto “The nightmare before christmas” contiene sia il dolce spirito del Natale che lo spirito scherzoso di Halloween. “The nightmare before christmas” è elegante, funereo, pieno di passione, di pathos e di dramma. Un film che parla sì sul significato della solitudine soprattutto all’inizio, ma parla anche di noi, del nostro essere, su chi vogliamo essere, il tutto dominato da un sogno, se pur nascosto, che spinge Jack alla ricerca di sé stesso, alla ricerca della felicità. Dopo aver visto questo film capisci che è stata solo un’illusione, ma bellissima, dove tutto il tempo sei rimasto lì incantato, con gli occhi sgranati a chiederti “Cos’è?” come quando Jack vede per la prima volta la città del Natale, ma in realtà “non sforzarti di capirlo devi solo immaginarlo” (cit). Tutto è partito con un ragazzo davanti a una vetrina e in quel momento con gli occhi spalancati sognò, perché come scrisse Edgar Allan Poe in una delle sue poesie “chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte”.
A tutti quelli che hanno un sogno e non smettono mai di sognare dedico questo film, a tutti quelli che in questo momento si sentono soli al mondo a cui appartengono voglio dedicare questo film, avrete la sensazione che qualcuno vi sieda accanto e senza dire niente con uno sguardo abbracci il vostro cuore.
Così io vi auguro buona visione!
